La triste storia di Omero (soprannominato Ommo)

Tutto è iniziato molto molto tempo fa ….

Quando ero solo una piccola ed innocente (si far per dire) bambina, non ricordo bene come fu ma i miei genitori mi regalarono un pupazzo, per l’esattezza un piccolo scimpanzè.

Ora non so bene per quale ragione, ma probabilmente in preda ad una profonda ispirazione poetica, decisi che quel pupazzo si sarebbe chiamato Omero!

…ma perché proprio Omero mi chiederete voi?

Ma che ne so! Ormai sono passati troppi anni per ricordarne il motivo.

Certo non è ancora chiaro perché io abbia scelto un nome così inconsueto nonché pesante da portare per un povero pupazzo di peluche….quel che è certo è che qualcuno doveva aver pronunciato quel nome in mia presenza perciò io lo scelsi senza indugio per il mio fidato compagno di giochi!

Del resto avevo solo 5 anni va un pò a sapere perché diavolo mi è rimasto impresso proprio quel nome? Comunque fu così che Omero divenne il mio pupazzo preferito.

Omero detto Ommo

Lo trattavo come un fratello, e siccome in quegli anni chiedevo spesso ai miei di avere un fratellino o una sorellina perché ero ancora figlia unica, quando decisero di accontentarmi capii con amarezza che avrei fatto meglio a tacere….se non avessi insistito avrei potuto accontentarmi di Omero e chi s’è visto s’è visto.

…..classici errori di gioventù!

Comunque a parte la nascita e la convivenza con mia sorella (a cui ovviamente voglio bene), Omero continuava ad essere il mio fidato compagno di giochi perciò con lui passavo molto tempo e su di lui (per fortuna di mia sorella) sperimentavo e riflettevo sui risultati delle mie scoperte scientifiche!

Poi Omero scomparve dalla mia mente per anni e quando di tanto in tanto il suo pensiero riaffiorava, non trovandolo in giro pensavo fosse scappato chissà dove…

Quando  d’improvviso ricomparve davanti ai miei occhi del tutto casualmente, ne fui sorpresa ma anche felice, sebbene mi accorsi che il povero amichetto portava addosso gli indelebili segni delle mie ‘adorate’ attenzioni di bambina…

Infatti in circostanze che purtroppo non ricordo, Omero perse un’occhio e mossa a pietà per questa sua ingiusta condizione di semi-cecità chiesi a mia mamma di porre rimedio.

Fu così che ad Omero fu impiantato un bottone blu al posto di quell’occhio ormai perso.

Il poveretto però nel tempo aveva subito un’altra grave menomazione, infatti era rimasto anche privo di un orecchio.

'Omero' particolare dell'occhio/bottone blu e dell'orecchio mancante

Da parte mia ormai grande, rividi in Omero la tragica esperienza che doveva aver vissuto Vincente Van Gogh tagliandosi un’orecchio, con l’unica differenza che mentre la tragica vicenda del noto pittore era ancora avvolta nel mistero, la causa della menomazione di Omero era da attribuirsi unicamente a me!

(Anche qui purtroppo non ricordo cosa accadde perciò stendiamo un velo pietoso sull’accaduto….)

A questo punto, presentato col giusto peso il personaggio di Omero ed essendogli ancora affezionata, quando mi sono trasferita per andare ad abitare per fatti miei, me lo sono portato dietro per ricordo quanto meno per dimostrargli tutto il mio affetto nonostante le tragiche vicende del passato!

E’ stato così che Omero, dopo la nascita del piccolo Pulcio è tornato a godere dell’allegra presenza di un altro bambino che ci gioca di tanto in tanto senza però fargli alcun male e che tra l’altro ha deciso di cambiargli nome con qualcosa di più facile come ‘Ommo’.
:)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Comments links could be nofollow free.